Informazioni adunata

Capolago e la sua storia

Capolago (in passato Capo di Lago, ma anticamente anche "Summolaco" o "Capitelaco") è una frazione del comune italiano di Varese. Costituì un comune autonomo fino al 1927. Il borgo sorge a circa quattro chilometri di distanza dal centro di Varese, e in passato rivestiva una certa importanza che gli era attribuito da un vecchio monastero dedicato alla SS. Trinità, di cui si ha notizia già nell'XI secolo.

Storia

Registrato agli atti del 1751 come un borgo di 185 abitanti, nel 1786 Capo di Lago entrò per un quinquennio a far parte dell'effimera Provincia di Varese, per poi cambiare continuamente i riferimenti amministrativi nel 1791, nel 1798 e nel 1799. Alla proclamazione del Regno d'Italia nel 1805 risultava avere 226 abitanti.Nel 1809 si registrò la prima esperienza di unione con Varese su risultanza di un regio decreto di Napoleone, ma il Comune di Capolago fu poi ripristinato con il ritorno degli austriaci. L'abitato crebbe poi lentamente, tanto che nel 1853 risultò essere popolato da 338 anime, salite a 442 nel 1871. Dopo una leggera crescita demografica nella seconda metà del XIX secolo, la situazione si stabilizzò fino ai 599 residenti del 1921. Fu quindi il fascismo a riproporre nel 1927 l'antico modello napoleonico, stabilendo la definitiva annessione a Varese.

Comune di Capo di Lago

sec. XVI - 1757

In un documento del 1126 viene citata Capolago come località del territorio di Buguggiate (Rota, Origine Varese, p. 50). Nei registri dell’estimo del ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti Capolago risultava tra le comunità censite nella pieve di Varese (Estimo di Carlo V, Ducato di Milano, cartt. 50-51).

Capolago appare nella forma Codelago tra le comunità censite che pagavano la loro quota di sale nel 1633. La quantità attribuita a Codelago era di 9 staia (Oppizzone 1634). Il territorio di Capo di Lago venne misurato separatamente nel 1722 dal geometra Francesco Germani in occasione delle operazioni censuarie del catasto c. d. teresiano (Morando, Mura 1997-1998, MUT 15.2).

Nel 1751 il comune non aveva feudatari. Non vi risiedeva alcun giudice, ma la giustizia era amministrata dal giudice regio, che risiedeva in Varese e non percepiva compenso da parte della comunità. Il console prestava giuramento alla banca criminale del giudice regio.

Da Capo di Lago dipendeva il piccolo comune di Novellina, che appariva disegnato nella stessa mappa, al quale il comune dominante assegnava le sue porzioni dei carichi. 

Il consiglio era generale essendo formato da un sindaco e console con tutta o la maggior parte dei capifamiglia del paese, che intervenivano per qualunque evento nella pubblica piazza, dopo il suono della campana. I sindaci e il console non si eleggevano né si sostituivano nel congresso, poiché queste funzioni pubbliche erano esercitate per 15 giorni a rotazione da ogni uomo censito. Ai medesimi era affidata la vigilanza sopra la giustizia dei pubblici riparti e sopra ogni altra necessità.

Il comune disponeva di un cancelliere che abitava in Varese e curava le poche scritture, che consistevano in un solo libro dei riparti originali. L’emolumento era di 13 lire annue per le attività ordinarie. 

Le anime collettabili e non collettabili erano circa 185 (Risposte ai 45 quesiti, 1751; cart. 3036, vol. D XVII, Como, pieve di Varese, [1], fasc. 8).

Comune di Capo di Lago

1757 - 1797

Nel compartimento territoriale del 1757 Capo di Lago risultava compreso nella pieve di Varese (editto 10 giugno 1757). Il comune entrò nel 1786 a far parte della provincia di Gallarate, con le altre località della pieve di Varese, a seguito del compartimento territoriale della Lombardia austriaca, che divise il territorio lombardo in otto province (editto 26 settembre 1786 c). Nel 1791 i comuni della pieve di Varese risultavano inseriti nel distretto censuario XXXVI (Compartimento Lombardia, 1791).

Comune di capo di lago

1798 - 1809

A seguito della legge 26 marzo 1798 di organizzazione del dipartimento del Verbano (legge 6 germinale anno VI b) il comune di Capo di Lago (Capolago) venne inserito nel distretto di Varese. Soppresso il dipartimento del Verbano (legge 15 fruttidoro anno VI c), con la successiva legge 26 settembre 1798 di ripartizione territoriale dei dipartimenti d’Olona, Alto Po, Serio e Mincio (legge 5 vendemmiale anno VII), Capo di Lago entrò a far parte del distretto XVIII di Varese del dipartimento dell’Olona. Nel compartimento territoriale del 1801 il comune fu collocato nel distretto II di Varese del dipartimento del Lario (legge 23 fiorile anno IX). Nel 1805, un nuovo compartimento territoriale inserì Capo di Lago nel cantone I di Varese del distretto II, Varese, del dipartimento del Lario. Il comune, di III classe, aveva 226 abitanti (decreto 8 giugno 1805 a). 

A seguito dell’aggregazione dei comuni del dipartimento del Lario (decreto 4 novembre 1809 b), in accordo con il piano previsto già nel 1807 e parzialmente rivisto nel biennio successivo (Progetto di concentrazione 1807, Lario), Capolago figurava, con 208 abitanti, comune aggregato al comune denominativo di Varese, nel cantone I di Varese del distretto II di Varese; con il successivo compartimento territoriale del dipartimento del Lario, Capolago era tra gli aggregati del comune di Varese, nel cantone I di Varese del distretto II di Varese (decreto 30 luglio 1812).

Comune di Capolago

1816 - 1859

Con l’attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816), il comune di Capolago fu inserito nel distretto XVII di Varese.

Capolago, comune con convocato, fu confermato nel distretto XVII di Varese in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844).

Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Capolago, comune con convocato generale e con una popolazione di 338 abitanti, fu inserito nel distretto XVI di Varese.

Comune di Capolago

1859 - 1927

In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Capolago con 339 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento I di Varese, circondario II di Varese, provincia di Como. Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune aveva una popolazione residente di 378 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1867 il comune risultava incluso nello stesso mandamento, circondario e provincia (Circoscrizione amministrativa 1867).

Popolazione residente nel comune: abitanti 442 (Censimento 1871); abitanti 463 (Censimento 1881); abitanti 553 (Censimento 1901); abitanti 623 (Censimento 1911); abitanti 599 (Censimento 1921). Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Varese della provincia di Como. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà. Nel 1927 il comune di Capolago venne aggregato alla provincia di Varese. Nel 1927 il comune di Capolago venne aggregato al comune di Varese (R.D. 24 novembre 1927, n. 2247).

parrocchia della Santissima Trinità

sec. XVI - [1989]

Parrocchia della diocesi di Milano. Durante l’episcopato di Guido da Velate (1045-1071), venne fondato dai conti del Seprio il cenobio della Santissima Trinità, poi affidato, nel secondo quarto del XIII secolo ai cisterciensi (DCA, Varese). In epoca post-tridentina, la cura d’anime di Capolago è costantemente ricordata nelle visite pastorali compiute dagli arcivescovi di Milano e dai delegati arcivescovili nella pieve di Varese.

Nel 1755, durante la visita pastorale dell’arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, il clero nella parrocchia della Santissima Trinità di Capolago era costituito dal solo parroco; per il popolo, che assommava a 382 anime complessive, di cui 254 comunicati, era istituita la scuola della dottrina cristiana. Nel territorio della parrocchia, oltre alla chiesa della Santissima Trinità, esistevano gli oratori di Sant’Albino, Beata Maria Vergine di Loreto, San Carlo alla Novellina, San Silvestro in Cartabbia (Visita Pozzobonelli, Pieve di Varese).

Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia della Santissima Trinità di Capo Lago non possedeva fondi; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 199 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781). Nella coeva tabella delle parrocchie della città e diocesi di Milano, la rendita netta della parrocchia di Capolago assommava a lire 503.13.6; la nomina del titolare del beneficio parrocchiale spettava al padronato (Tabella parrocchie diocesi di Milano, 1781). 

Nel 1898-1899, all’epoca della prima visita pastorale dell’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari nella pieve e vicariato di Varese, il reddito netto del beneficio parrocchiale assommava a lire 78.6; il clero era costituito dal parroco. I parrocchiani erano 900, compresi gli abitanti delle frazioni Cartabbia, Loreto, Sant’Albino, Gaggio, Bossi; nel territorio parrocchiale esistevano le chiese e gli oratori di San Silvestro e di Sant’Albino; nella chiesa parrocchiale era eretta la confraternita della Santissima Trinità. La parrocchia era di nomina regia (Visita Ferrari, I, Pieve di Varese). 

Nel XIX e XX secolo, la parrocchia della Santissima Trinità di Capolago è sempre stata inserita nella pieve e vicariato foraneo di Varese, nella regione III, fino alla revisione della struttura territoriale della diocesi, attuata tra il 1971 e il 1972 (decreto 11 marzo 1971, RDMi 1971; Sinodo Colombo 1972, cost. 326), quando fu attribuita al nuovo vicariato foraneo e poi decanato di Varese, nella zona pastorale II di Varese.

 

 

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